Ci sono momenti in cui ci sentiamo un po’ impacciati, vero? Magari a una cena importante, durante un incontro di lavoro o semplicemente chiacchierando con qualcuno di nuovo. Ci si chiede: sto facendo la cosa giusta? Sto lasciando una buona impressione? Spesso, senza rendercene conto, possiamo inciampare in piccoli errori di galateo che, pur sembrando insignificanti, possono cambiare la percezione che gli altri hanno di noi. È un po’ come un codice segreto che, una volta imparato, ci apre le porte e ci fa sentire a nostro agio in ogni situazione. Ma quali sono questi scivoloni comuni?
Il bon ton non è una reliquia del passato, ma uno strumento per navigare la vita con maggiore fluidità, mostrando rispetto per gli altri e per noi stessi. Vediamo insieme 10 errori che forse commettiamo senza pensarci, e come possiamo correggerli per sfoggiare le migliori buone maniere.
1. Non ringraziare tempestivamente per un regalo
Quante volte ci dimentichiamo di ringraziare chi ci ha fatto un regalo? È un errore comune, ma lascia un’impressione non proprio felice. La regola d’oro prevede un doppio ringraziamento: il primo, appena si riceve il dono, anche se non lo si è ancora aperto. Una volta scoperto cosa contiene, è buona prassi inviare un secondo messaggio per esprimere gratitudine per quello specifico oggetto o per la premura dimostrata. È un gesto semplice che dimostra attenzione e apprezzamento.
2. Rispondere a ‘Grazie’ con ‘Nessun problema’
Ormai è entrato nel nostro linguaggio quotidiano, ma rispondere a un “grazie” con “nessun problema” può essere fuorviante. Implica che ciò che si è fatto fosse effettivamente un problema, un peso. Invece, le risposte più appropriate e cordiali sono le classiche “Prego”, “È stato un piacere” o “Il piacere è tutto mio”. Queste espressioni riflettono disponibilità e gentilezza, senza suggerire alcun disagio.
3. Salutare anziani o sconosciuti con un semplice ‘Hey’
Sarà l’influenza di certe mode o un’eccessiva familiarità, ma salutare con un “hey” persone anziane o sconosciute, che sia per strada, in un messaggio o via email, è spesso inappropriato. La maniera corretta per approcciare qualcuno che non si conosce o che è più grande di noi è con un semplice e rispettoso “Ciao” o “Buongiorno/Buonasera”.
4. La stretta di mano tra uomo e donna in contesti sociali
Qui il galateo a tavola e sociale ha regole precise. In un contesto puramente sociale, è sempre la donna a dover porgere per prima la mano all’uomo. Se un uomo si protende per primo, rischia di lasciare la donna in una situazione scomoda, costringendola a rispondere o lasciandola con la mano sospesa. Attenzione però: in ambito lavorativo, le regole cambiano e prevale il rango o la posizione, indipendentemente dal genere.
5. Starnutire o tossire nel modo sbagliato
Per ragioni di igiene e di buone maniere, starnutire o tossire nella mano destra è da evitare. Usiamo spesso la mano destra per le strette di mano, aumentando il rischio di trasmettere germi. La soluzione corretta? Starnutire nell’incavo del gomito o, in alternativa, nel palmo della mano sinistra, avendo cura di girare la testa dall’altra parte rispetto a chi ci sta di fronte. E non dimentichiamo un rapido “scusa”!
6. Puntare le persone con un dito
Gesticolare è parte della nostra cultura, ma puntare qualcuno con un dito è considerato estremamente maleducato in molte culture. Che si tratti di un meeting o di una conversazione informale, è molto più elegante e rispettoso usare l’intera mano per indicare la persona a cui ci si riferisce.
7. Pronunciare o scrivere male il nome di qualcuno
Sembra un errore banale, ma sbagliare il nome di una persona, sia nella pronuncia che nella scrittura (ad esempio, omettendo la maiuscola iniziale), può essere percepito come una grave mancanza di rispetto. Ogni nome è importante per chi lo porta. Prendiamoci un momento per controllare lo spelling e, se non siamo sicuri di come si pronunci, non esitiamo a chiedere. La persona apprezzerà la nostra attenzione.
8. Riporre le posate usate sulla tovaglia
Durante un pasto, una volta che le posate sono state usate e hanno toccato il cibo, non devono mai più tornare sulla tovaglia pulita. Devono rimanere sul piatto, posizionate in maniera chiara per indicare una pausa dal pasto o la fine. Questo piccolo dettaglio è fondamentale nel galateo a tavola e dimostra cura e pulizia.
9. Prendere il bicchiere sbagliato
A feste ed eventi, capita spesso di confondersi tra i bicchieri, soprattutto dopo essersi alzati e magari aver ballato. Per evitare di bere dal bicchiere del vicino, c’è un trucco visivo semplice: con la mano sinistra, forma una “B” (per “bread”, pane/burro) e con la destra una “D” (per “drink”, bevanda). In questo modo, ricorderai che i tuoi bicchieri sono sempre alla tua destra e il piattino del pane alla sinistra.
10. Il mignolo alzato quando si beve il tè
Contrariamente a una credenza diffusa, tenere il mignolo alzato mentre si beve una tazza di tè non è segno di raffinatezza, anzi! Il modo corretto di tenere la tazza è afferrare il manico con pollice e indice, usando il medio come supporto, mentre anulare e mignolo rimangono piegati verso l’interno. È una piccola sottigliezza, ma fa la differenza.
Adottare queste buone maniere non ci rende rigidi o formali, ma ci permette di muoverci con disinvoltura e sicurezza in ogni situazione, lasciando sempre un’impressione positiva.
Domande Frequenti
Qual è il modo più appropriato per ringraziare per un regalo?
Dovresti ringraziare due volte: subito dopo aver ricevuto il regalo (anche se non lo hai ancora aperto) e poi di nuovo dopo averlo scartato, menzionando qualcosa di specifico che ti è piaciuto o la premura di chi te l’ha donato.
Perché rispondere “Nessun problema” a un “Grazie” non è l’ideale?
Rispondere “Nessun problema” può implicare che ciò che hai fatto fosse, in realtà, un peso o un fastidio. È molto più appropriato e cordiale usare espressioni come “Prego”, “È stato un piacere” o “Il piacere è mio”, che trasmettono un senso di disponibilità e gentilezza.
Quali sono le regole generali per la stretta di mano in contesti sociali e lavorativi?
In ambito sociale, un uomo dovrebbe attendere che sia la donna a porgere per prima la mano. In un contesto lavorativo, invece, la precedenza è dettata dal rango o dalla posizione, indipendentemente dal genere.