C’è chi la definisce un uragano di energia, chi una fonte inesauribile di gioia. E dopo aver avuto il privilegio di ascoltare la sua voce in questa Demet Evgar intervista, possiamo solo confermare: Demet Evgar è tutto questo e molto di più. L’attrice turca Demet Evgar ci ha aperto una finestra sul suo mondo, fatto di passione, autenticità e una costante ricerca di crescita. Un ritratto intimo che ci svela non solo la sua arte, ma anche la sua profonda visione della vita.
Autenticità e Accettazione degli Errori
Siete mai stati in un momento in cui sentite che qualcosa non va, ma tutti cercano di nasconderlo? Demet non sopporta chi ignora gli errori. Per lei, la trasparenza è fondamentale. “Non c’è movimento senza errori,” dice, citando Jlocklok (probabilmente John Locke, ndr). “E senza movimento, c’è solo morte.” Gli errori non sono un difetto, ma benzina pura per la crescita personale e professionale.
È una questione di responsabilità, un peso che molti evitano, ma che per lei è essenziale. “La responsabilità è ciò che ti fa crescere,” come allenarsi con un peso: se non lo sollevi, i tuoi muscoli non si svilupperanno. Semplice.
Passione e Dedizione Artistica
La carriera e vita personale di Demet Evgar sono intrecciate da una passione artistica che affonda le radici nell’infanzia. Non ricorda nemmeno quando ha deciso di diventare attrice; è successo così naturalmente, da piccolissima. La sua famiglia, un ambiente vivace e creativo, ha alimentato questa fiamma. Sua madre cuciva i costumi, il nonno aveva una camera oscura dove lei e suo fratello Yiğit guardavano documentari. Un vero e proprio “appetito per la vita” che l’ha resa la persona che è oggi.
A soli 17 anni, ha calcato il palco per la prima volta a Manisa, e fin da subito era una “palla di fuoco”. Il suo mantra è chiaro: non conta essere un bravo o cattivo attore, ma quanto si crede in ciò che si fa. Da lì, il percorso è continuato con il suo primo gruppo teatrale, Tiyatro Kılçık, nato per caso nella mensa scolastica e cresciuto esibendosi nei bar. Un progetto che ha forgiato la sua carriera e vita personale, anche grazie al supporto di figure come Haldun Dormen, a cui si sente debitrice per ogni “boccone che mangia oggi.” Il passaggio al piccolo schermo, con il suo primo lavoro in *7 Numara*, è stato altrettanto naturale: “Mi è piaciuto, ho detto, lo farò anch’io.” Non si tratta di “grande o piccola recitazione”, ma di credibilità e onestà con se stessi e il pubblico.
Maternità come Trasformazione
L’arrivo di sua figlia Mavi ha rappresentato una vera e propria rivoluzione. Demet confessa candidamente che la sua “fontana della compassione si è chiusa” – ma in senso positivo. Questo le ha permesso di canalizzare la sua energia e il suo affetto dove davvero servono, smettendo di “scorrere inutilmente”. Spesso, si ritrova a fare da genitore nelle sue relazioni senza nemmeno accorgersene, ma la maternità le ha insegnato a concentrare quell’energia.
Un’esperienza che le ha mostrato quanto sia importante stabilire confini, non solo per i figli, ma anche per se stessi. Ha scoperto a 40 anni quello che sua figlia Mavi, a 3, stava già esplorando. È stato suo marito Levent a convincerla ad avere Mavi, e ora Demet gli dà ragione: l’esperienza della maternità le ha portato una profonda pace e calma.
L’Importanza dei Confini e delle Relazioni Sane
I bambini, come gli adulti, amano i confini. Demet ha compreso a fondo questa verità, realizzando a 40 anni di aver bisogno di stabilire limiti chiari anche per sé. Osservando la figlia Mavi, ha imparato che le emozioni “non ci appartengono”, ma sono esperienze da vivere e poi lasciare andare. Se non si vedono e accettano le emozioni, queste si ingigantiscono fino a creare un disastro.
L’esempio della figlia che, vedendola triste, le ha ricordato: “Mamma, le emozioni non ci appartengono, passeranno,” è un tocco di saggezza che può venire solo da chi vive l’autenticità più pura. Stabilire confini sani non è solo per la maternità e crescita dei figli, ma per la propria evoluzione come individui.
Impegno Sociale e Creatività Continua
Demet Evgar non è solo un’attrice turca di successo, ma una voce attiva. Il suo “Laboratorio della Creazione di Errori” è un esempio di come trasformare la vulnerabilità in forza. Parlando di uguaglianza di genere, sottolinea l’importanza per gli uomini di fare pace con se stessi e imparare a parlare apertamente. “La paura di essere esposti in qualche modo li frena,” afferma, sperando che questo porti a riconoscere gli errori e a un percorso congiunto tra uomini e donne.
La sua creatività non si ferma mai. Il musical *Afife*, un sogno coltivato per vent’anni, è ora realtà. È un progetto profondo che ha saputo aspettare il momento giusto, un’opera talmente potente che la tomba della stessa Afife Jale è stata ritrovata 82 anni dopo l’inizio delle prove, quasi a voler mostrare il suo appoggio. Demet è anche parte di un gruppo vocale con un album registrato, ancora senza nome, che le permette di esplorare la musica con le sue amiche Bengi, Feride e Hande.
Infine, parlando del suo “superpotere”, se ne avesse uno, sceglierebbe la capacità di muovere gli oggetti o, ancora meglio, di “volare esistenzialmente”, toccando l’essenza dell’essere umano. Che sia sul palco, in teatro e televisione, o nella vita di tutti i giorni, Demet Evgar è un faro di autenticità, passione e instancabile energia.