Barbaros Hayreddin Pascià: Storia, Tomba a Beşiktaş e Simboli Ottomani

sullavita.it

Maggio 20, 2026

Barbaros Hayreddin Pascià: Storia, Tomba a Beşiktaş e Simboli Ottomani

Vi è mai capitato di fantasticare su quale epoca storica avreste voluto vivere? Se potessimo scegliere un periodo per immergerci nella grandezza dell’Impero Ottomano, molti di noi indicherebbero senza esitazione il XVI secolo. Un’età d’oro, tanto da aver ispirato una delle serie televisive turche più amate, “Il Secolo Magnifico,” e casa di figure che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia.

Tra queste, spiccano tre giganti: Barbaros Hayreddin Pascià, l’inarrestabile ammiraglio soprannominato “Barbarossa” dagli occidentali, l’architetto geniale Mimar Sinan, e il sultano legislatore, Solimano il Magnifico. Le loro vite si sono intrecciate, plasmando non solo l’Impero ma anche il destino del Mediterraneo.

Barbaros Hayreddin Pascià, Mimar Sinan e Solimano il Magnifico: Le Colonne del XVI Secolo Ottomano

Il XVI secolo fu davvero un’epoca eccezionale. Immaginate: Barbaros Hayreddin Pascià, nato nel 1478 da un padre sipahi turco-albanese e una madre greca, il conquistatore dei mari che trasformò il Mediterraneo in un “lago turco.” Dieci anni dopo, nel 1488, nacque Mimar Sinan, figlio di madre greca o armena di Kayseri, arruolato nell’esercito ottomano e destinato a diventare il più grande architetto dell’Impero. E poi, nel 1494, il sultano in persona: Kanuni Sultan Süleyman (Solimano il Magnifico), nato da un padre ottomano e una madre concubina non musulmana, che avrebbe guidato l’Impero al suo apice.

Questi tre uomini, dalle origini così diverse, si trovarono a servire lo stesso destino, le loro strade si incrociarono per forgiare la storia. E non è un caso che la tomba del leggendario Barbaros Hayreddin Pascià sia stata costruita proprio da Mimar Sinan. Una testimonianza del loro legame e del loro contributo.

La Tomba di Barbaros Hayreddin Pascià a Beşiktaş: Un Luogo Sacro e un Mistero

Ancora oggi, a Beşiktaş, uno dei quartieri più vivaci di Istanbul, si erge la maestosa tomba di Barbaros Hayreddin Pascià. Non è solo un monumento; è un vero e proprio crocevia di storia, mistero e spiritualità. Quello che sorprende è che il Pasha la fece costruire ben quattro anni prima della sua morte, nel 1542, scegliendo personalmente il sito. Lo scrisse nel suo testamento: voleva essere sepolto in quella “türbe shérif” che aveva fatto edificare nel luogo chiamato “Deve Meydanı.”

Ma la scelta del sito non era casuale. Questo è il punto più affascinante. La tomba sorge su fondamenta antiche, cariche di storia: si parla di un tempio di Apollo di epoca pagana, e poi di un palazzo bizantino, il Diplokionion (che significa “doppia colonna”). Gli antichi abitanti credevano che due imponenti colonne segnassero questo luogo sacro, che, dopo un terremoto nel 1509, potrebbero aver fornito materiale per la stessa tomba del Pasha. Un modo per collegare passato pagano, bizantino e musulmano in un unico, sacro abbraccio.

Barbaros Hayreddin Pascià doveva essere consapevole della sacralità di quel luogo, tanto da volere la sua tomba così vicina al mare, da cui si possono sentire le onde accarezzare la struttura. Un vero dio del mare moderno, come lo definivano alcuni occidentali, che riposa dove l’acqua incontra la terra, tra gli echi di Poseidone.

La Tomba come “Qibla” dei Marinai Ottomani: Tra Rispetto e Superstizione

Per secoli, la tomba di Barbaros Hayreddin Pascià è stata molto più di un semplice luogo di sepoltura. Era la “qibla” dei marinai ottomani, il punto di riferimento spirituale e un luogo di pellegrinaggio. Prima di ogni spedizione, i marinai si recavano qui per salutarlo, rivolgendo le loro preghiere verso il suo riposo, onorando la sua memoria e cercando buona fortuna. Un gesto di profondo rispetto e una tradizione che univa fede e marina.

È una tradizione così radicata che, pensate, è continuata fino ai giorni nostri. Nel 2019, durante la grande esercitazione navale turca “Mavi Vatan” (Patria Blu) nel Mar Nero, nell’Egeo e nel Mediterraneo, le navi da guerra turche hanno salutato la tomba di Barbaros al loro ritorno. Un segno che il suo spirito e la sua leggenda continuano a guidare e ispirare.

Lo Stendardo di Barbaros Hayreddin Pascià: Un Tappeto di Simboli Islamici

Osservare lo stendardo di Barbaros Hayreddin Pascià è come leggere un libro di simboli. Non è un semplice drappo, ma una vera e propria dichiarazione di fede e potere, intessuta di richiami islamici. In cima, vi è un versetto del Corano: “Da Allah un aiuto e una vittoria vicina. (O Muhammad) dai la buona novella ai credenti.”

Al centro, spicca la spada Zulfiqar, la leggendaria lama biforcuta di Hz. Ali, genero del Profeta Muhammad e figura venerata nell’Islam. Accanto alla spada, una mano bianca, la “Pençe-i Âl-i Aba,” che rappresenta i “Cinque Mantelli”: il Profeta Muhammad, sua figlia Fatima, suo genero Ali, e i loro figli Hasan e Husayn. Nei quattro angoli dello stendardo, invece, sono incisi i nomi dei quattro grandi califfi: Abu Bakr, Omar, Othman e Ali. Ogni elemento, una tessera di un mosaico che celebra la devozione e l’eredità spirituale del Pasha.

Il “Sigillo di Salomone”: Un Simbolo Controverso e la Sua Storia nell’Arte Ottomana

Ma c’è un simbolo sullo stendardo di Barbaros Hayreddin Pascià che forse più di tutti ha suscitato curiosità e talvolta interrogativi: il “Sigillo di Salomone.” Quella stella a sei punte, formata da due triangoli intrecciati, che oggi associamo prevalentemente al giudaismo e alla massoneria, era in realtà un emblema islamico largamente diffuso.

Nell’arte e nell’architettura ottomana e selgiuchide, il Mühr-ü Süleyman (Sigillo di Salomone) era onnipresente. Lo troviamo nelle decorazioni di centinaia di moschee a Istanbul, sui soffitti, sui muri, nelle finestre. È stato usato in metallo, legno, ceramica, tessuti, nelle cupole degli hammam, sulle pietre tombali, sulle camicie dei sultani e, ovviamente, sugli stendardi. Il Pasha stesso lo fece inserire sul suo vessillo, si dice, con l’intento di “dominare i venti,” un gesto potente per un uomo di mare.

È interessante notare come questo simbolo, così radicato nella tradizione turco-islamica, abbia poi visto diminuire il suo uso tra i musulmani con la sua successiva adozione da parte di ebrei e massoni, che ne hanno fatto un emblema distintivo. A volte, la storia dei simboli è più complessa e intrecciata di quanto sembri a prima vista.

La Devozione di Barbaros: Un Eroe tra Fede e Strategia Navale

Al di là delle sue imprese militari e della sua inarrestabile astuzia in battaglia, Barbaros Hayreddin Pascià era un uomo di profonda fede. Si dice che non affrontasse mai una battaglia senza aver prima digiunato e pregato. Questa sua religiosità era pari al suo coraggio, un aspetto che persino i suoi avversari riconobbero.

Amiral Jurien de la Gravière, un suo nemico e critico in quanto occidentale, nel suo libro “Doria e Barbaros,” non potè fare a meno di ammettere con sincerità: “Alzando gli occhi al cielo, e mormorando tra la sua barba rossa parole che nessuno avrebbe potuto conoscere, Hayreddin si era infine affidato. La religiosità del Kaptan Pasha era pari al suo coraggio. Hayreddin non entrò mai in battaglia senza digiunare e pregare. Due lunghe strisce di bandiere su cui erano scritti versetti del Corano pendevano ai lati dell’ammiraglia, e la cosa magnifica fu che il vento si fermò improvvisamente. Questo era probabilmente ciò che Allah e il Profeta volevano!” Una testimonianza potente della sua devozione, che superava ogni barriera ideologica.

Fortunatamente, la tomba di questo gigante dei mari, Barbaros Hayreddin Pascià, riposa oggi nel cuore di uno dei quartieri più trafficati della Turchia, visibile a tutti. Speriamo che, tra il rumore delle onde del Bosforo e le voci dei suoi discendenti, possa riposare in pace per i secoli a venire.

Domande Frequenti

D: Chi fu Barbaros Hayreddin Pascià?

R: Barbaros Hayreddin Pascià fu un leggendario ammiraglio ottomano del XVI secolo, noto per aver trasformato il Mediterraneo in un mare controllato dagli Ottomani. Fu anche soprannominato “Barbarossa” dagli europei.

D: Dove si trova la tomba di Barbaros Hayreddin Pascià?

R: La sua tomba si trova a Beşiktaş, Istanbul, in una posizione strategica e storicamente significativa, direttamente sul lungomare, ed è stata costruita da Mimar Sinan.

D: Qual è il significato del “Sigillo di Salomone” sullo stendardo di Barbaros?

R: Il “Sigillo di Salomone” (una stella a sei punte) era un simbolo islamico ampiamente utilizzato nell’arte e architettura ottomana e selgiuchide. Sullo stendardo di Barbaros, simboleggiava il suo desiderio di “dominare i venti” ed era considerato un potente simbolo divino prima della sua successiva associazione primaria con il giudaismo e la massoneria.

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