Avete mai sentito parlare di storie così strane da sembrare uscite da un film di fantascienza, eppure sono accadute per davvero? Preparatevi, perché oggi vi porto dietro le quinte di un evento che ha dell’incredibile, un intreccio di giornalismo d’alto livello, un’aggressione misteriosa e i segreti più oscuri del controllo mentale.
Parliamo di Dan Rather, un vero monumento del giornalismo americano. A 88 anni era ancora un tipo tosto, elegante, con una carriera di 24 anni come conduttore del telegiornale serale di una delle più grandi emittenti americane. Ha raccontato eventi che hanno fatto la storia: l’assassinio di Kennedy, la guerra del Vietnam, gli eventi in Afghanistan. Era talmente influente che, nonostante un errore significativo negli ultimi anni di carriera, il suo addio fu salutato da una standing ovation.
Una Carriera Leggendaria e uno Scandalo Dimenticato
Rather non era un semplice giornalista. Il suo fiuto e la sua capacità di scavare a fondo sono stati fondamentali per far luce sullo scandalo Iran-Contra, una vicenda che paralizzò la presidenza. E chi può dimenticare l’intervista di tre ore a Saddam Hussein, realizzata solo un mese prima dell’invasione irachena del Kuwait nel 1990? Insomma, un professionista con la P maiuscola.
Poi, però, c’è stato il cosiddetto “Rathergate”. Durante la campagna per la rielezione di George W. Bush, il team di “60 Minutes” guidato da Rather trovò un documento che metteva in discussione il servizio militare di Bush. Il problema? Era una fotocopia, non l’originale con firma autografa. Nonostante gli sforzi, l’originale non venne mai trovato e gli esperti non erano unanimi sulla sua autenticità. Quando la notizia uscì, fu il caos. Quelli che prima lo davano per buono, cambiarono versione. Rather finì in una situazione difficilissima, scusandosi in diretta e lasciando la conduzione del telegiornale serale. Un finale amaro per una carriera così brillante.
“What’s the Frequency, Kenneth?”: Un’Aggressione Inquietante
Ma è qui che la storia prende una piega davvero bizzarra. Immaginate questa scena: 4 ottobre 1986, Rather sta tornando a casa dopo il lavoro. All’improvviso, due uomini lo aggrediscono in strada. Uno di loro lo colpisce alla schiena, ripetendo ossessivamente la stessa domanda: “Frequency, Kenneth? What’s the frequency?” (Qual è la frequenza, Kenneth?). Rather riesce a divincolarsi e a scappare, ma l’uomo che lo insegue continua a urlare quella frase criptica.
Non vi sembra strano? Beh, questa frase è diventata così iconica che i R.E.M., una delle band rock alternative più famose di quegli anni, le hanno dedicato una canzone: “What’s the Frequency, Kenneth?”. Esattamente. Un brano che ha scalato le classifiche, ma la cui origine è legata a questo oscuro episodio nella vita di Rather. L’incidente fu anche ripreso in una serie TV inglese di grande successo come “Black Mirror”, dove i cattivi ripetevano in modo ossessivo “Where’s Jessica Hyde?”, un chiaro riferimento al caso di Rather.
Per anni, la vicenda di Rather è rimasta un mistero irrisolto. Nessun colpevole, nessuna prova concreta. La storia fu dimenticata, finché nel 1997 non riemerse in modo del tutto inaspettato.
William Tager: Il Viaggiatore del Tempo o una Mente Controllata?
Dieci anni dopo l’aggressione, un giornale del New Jersey pubblicò la foto di un uomo di nome William Tager, condannato per aver ucciso un tecnico televisivo della NBC nel 1994. Vedendo la foto, lo psichiatra di Rather lo avvertì immediatamente: il tipo, e soprattutto le circostanze del suo crimine, avevano un collegamento con l’aggressione a Dan. E infatti, si confermò che William Tager era l’uomo che aveva attaccato Rather, ripetendo quella domanda sulla frequenza.
Ora, tenetevi forte, perché Tager aveva una spiegazione a dir poco sconcertante. Sosteneva di essere arrivato dal 2265, da una dimensione parallela del nostro pianeta, atterrando nel nostro tempo e mondo il 1° settembre 1986. Diceva di essere un criminale nella sua dimensione, ma gli era stata offerta la possibilità di essere perdonato se avesse partecipato a un progetto di viaggio nel tempo come pilota. Prima di partire, il suo Vicepresidente, Kenneth Ross Wilson, gli avrebbe impiantato un dispositivo nel cervello che gli avrebbe inviato messaggi insopportabili se avesse cercato di rimanere nella nostra dimensione.
Quando Tager vagava per le strade di New York, vide Dan Rather, l’omonimo della sua dimensione parallela, e pensò che fosse proprio il suo Vicepresidente. Credette di aver fatto un errore terribile e fuggì. Anni dopo, nel 1994, uccise il tecnico della NBC perché pensava che potesse aiutarlo a rilevare una frequenza. Il suo scopo? Trovare e bloccare i segnali della sua dimensione parallela, che lo stavano facendo impazzire.
Il Progetto MKUltra e i Segreti della CIA
L’ultima notizia su Tager è del 2010, quando è stato rilasciato sulla parola. Ma la sua storia ci spinge a chiederci: era un paranoico schizofrenico o c’è qualcosa di più? Alcuni psichiatri e autorità ritengono che Tager non fosse affatto schizofrenico. Le perizie psicologiche dopo l’omicidio, infatti, lo avevano dichiarato sano di mente, motivo per cui finì in prigione e non in un manicomio.
Questa storia ci porta direttamente al cuore delle teorie sul controllo mentale, come il fenomeno del “gangstalking” (una forma di persecuzione organizzata e subdola) o, ancora più oscuro, il famigerato progetto MKUltra. Quest’ultimo, avviato negli anni ’50 e continuato fino al ’73 dalla CIA, è stato un programma di ricerca disonorevole, condotto senza scrupoli e autorizzazione, su cavie umane e animali.
Pensateci: la CIA, con l’approvazione del governo, ha condotto esperimenti in 80 istituzioni, tra cui quattro università, spendendo il 6% del suo budget annuale. L’obiettivo era sviluppare sostanze e tecniche per manipolare la mente umana. Hanno somministrato allucinogeni e altre sostanze chimiche, senza consenso, per indurre pensieri irrazionali, rallentare i processi cognitivi, causare invecchiamento accelerato, amnesia temporanea o permanente, e persino provocare svenimenti improvvisi con farmaci inalabili o mescolati a cibo e bevande. Un ufficiale coinvolto nei test disse: “Abbiamo usato chiunque non potesse resisterci”.
Molti ritengono che Tager, con le sue affermazioni sui segnali e il controllo mentale, potrebbe essere stato una vittima di tali esperimenti, piuttosto che un viaggiatore del tempo. Anche Lee Harvey Oswald, l’assassino di JFK, è stato ipotizzato fosse una vittima di MKUltra.
“Courage”: La Parola Chiave Dimenticata?
E c’è un ultimo dettaglio, ancora più agghiacciante. Nel settembre del 1986, un mese prima dell’aggressione, Dan Rather iniziò a concludere ogni suo notiziario serale con una parola del tutto incomprensibile: “Courage” (Coraggio). Dopo che i colleghi iniziarono a prenderlo in giro, smise di farlo senza dare spiegazioni.
Alcune autorità, a conoscenza di questi esperimenti, ritengono che “Courage” potesse essere una parola chiave, un *trigger* inserito nel subconscio di Rather. In certi esperimenti, alle vittime veniva insegnato che, udendo una certa parola, avrebbero dovuto smettere di essere calme e agire secondo un comando preimpostato. Un riferimento a ciò si trova anche nel film “Il Maratoneta” del 1976, dove la parola chiave era “safe” (sicuro).
La storia di Dan Rather e William Tager è un labirinto di fatti e congetture. Forse Tager era davvero uno schizofrenico paranoico, o forse, come molti suggeriscono, fu una vittima inconsapevole di oscuri esperimenti di controllo mentale. Forse non sapremo mai la verità completa, ma la domanda resta: è possibile che il nostro mondo sia intriso di misteri più profondi e inquietanti di quanto possiamo immaginare?
A voi la riflessione e la ricerca. E se non vi siete ancora iscritti al canale, fatelo ora! Restate in salute, Ayhan Çak.