Hai un’idea che potrebbe cambiare il mondo? Magari hai già sbirciato articoli su riviste di settore, sognando quei *round* milionari e valutazione startup che ti fanno girare la testa. Se altre aziende ci sono riuscite, perché non la tua? Il mondo del finanziamento startup è un labirinto, lo sappiamo, ma non è impossibile da navigare. Preparati, perché stiamo per svelare i meccanismi dietro il successo (e a volte la caduta) delle aziende con una crescita esplosiva.
C’è però una differenza cruciale da capire fin da subito: non tutte le startup sono create per raccogliere capitali esterni in questo modo.
Due Mondi Distinti: Crescita Esplosiva vs. Business “Lifestyle”
Esistono fondamentalmente due categorie di imprese quando si parla di ricerca di capitali. La prima è quella che punta alla crescita esplosiva: qui gli investitori, spesso fondi di venture capital, versano denaro perché scommettono su un’espansione rapidissima e su un ritorno sull’investimento gigantesco, che può arrivare a 300 volte il capitale iniziale. Il loro obiettivo è che la tua azienda venga acquisita da un colosso o che le sue azioni diventino pubbliche in borsa. È un gioco ad alto rischio e altissimo potenziale.
Poi c’è l’altra categoria: il cosiddetto business “lifestyle”. Magari il fondatore ama lavorare per la sua azienda, vuole trasmetterla ai figli, o semplicemente non desidera condividere il controllo. Vuole quel 51% e una gestione autonoma. Questo tipo di azienda è assolutamente valido, ma non è adatto al modello del venture capital. Non puoi aspettarti di raccogliere milioni di euro per il 15% della tua azienda se il tuo obiettivo non è una vendita o una quotazione in borsa.
Oggi ci concentreremo solo sul primo tipo, quello della crescita esplosiva.
I Round di Finanziamento: Una Scala di Crescita
L’idea alla base di queste aziende è raggiungere una crescita folle e poi incassare. E questo costa. Molto. Alimentare una crescita esplosiva significa spendere in modo aggressivo per anni, spesso più di quanto l’azienda guadagni. Pensa a quanto denaro hanno “bruciato” Facebook o Amazon prima di generare profitti. Per arrivare rapidamente a quel punto, il capitale esterno è indispensabile.
Nessuno, però, è disposto a finanziare tutto il capitale necessario in un’unica soluzione, sarebbe un rischio troppo grande. Ecco perché il finanziamento startup avviene a tappe, in round di investimento startup successivi:
* Pre-Seed: Il denaro in questa fase serve a costruire e lanciare il prodotto. Il *pitch deck* si concentra principalmente sulla capacità del team di realizzare l’idea.
* Seed: Si raccoglie quando il prodotto è stato lanciato e sta iniziando a crescere. L’obiettivo è accelerare. Il *pitch deck* in questa fase si concentra sulla *customer traction* e sulla replicabilità delle tattiche di crescita iniziali.
* Serie A: Tipicamente, le aziende raggiungono questo round con oltre un milione di dollari di ricavi annuali. Qui si devono dimostrare una profonda comprensione dei numeri di crescita e la salute finanziaria dell’azienda. Si inizia a delineare anche una possibile *exit strategy*.
* Serie B e oltre: Per aziende che si aggirano sui 10 milioni di dollari di ricavi. Le presentazioni sono focalizzate sulle metriche e sulla capacità di dominare il mercato.
È fondamentale rivolgersi agli investitori giusti per la propria fase. Parlare con investitori Seed quando sei ancora in Pre-Seed è una perdita di tempo prezioso per tutti.
La Diluizione: Il Prezzo della Crescita
Man mano che si procede con i round di investimento startup, si va incontro a un processo chiamato diluizione azioni. In termini semplici, la tua percentuale di proprietà nell’azienda diminuirà. È comune che, arrivati alla Serie B, i fondatori non possiedano più la maggioranza di controllo dell’attività, scendendo sotto il 50%.
Questo significa che qualcun altro potrebbe dover approvare i tuoi aumenti di stipendio o che il consiglio di amministrazione potrebbe licenziarti se non svolgi bene il tuo lavoro. La domanda, allora, diventa: preferisci possedere il 100% di un’azienda da un milione di dollari (il “lifestyle business”) o il 20% di un’attività da cinquecento milioni di dollari?
Ma come funziona esattamente? Non è che i fondatori vendono le proprie azioni. Piuttosto, l’azienda crea nuove azioni per i nuovi investitori. Il numero di azioni che possiedi tu rimane lo stesso, ma la torta totale aumenta, e la tua fetta percentuale diventa più piccola. È così che avviene la `diluizione azioni`.
Valutazione Startup: Un Accordo sul Rischio e la Ricompensa
La valutazione startup è un po’ come le quote di una scommessa: un accordo su quanto si è disposti a rischiare e quale ricompensa si otterrà se l’investitore ha ragione. In una startup, è probabile che arriveranno sempre più investitori, quindi la “fetta” lasciata ai fondatori deve essere sufficiente a mantenerli motivati per anni.
Facciamo un esempio famoso: Facebook. Il primo investitore, Peter Thiel, diede 500.000 dollari in cambio del 10% dell’azienda. Questo significava che l’azienda intera valeva 5 milioni di dollari *dopo* l’investimento (valutazione *post-money*). Prima che il denaro entrasse, la valutazione startup era di 4,5 milioni di dollari (valutazione *pre-money*). Se i fondatori avessero avuto 100 azioni, e l’azienda valeva 4,5 milioni, ogni azione valeva 45.000 dollari. L’investimento di 500.000 dollari avrebbe acquistato circa 11 nuove azioni. Così, il totale delle azioni sarebbe passato a 111, e le 10 azioni originali dei fondatori sarebbero diventate una percentuale minore.
È importante notare che, soprattutto nelle fasi iniziali (Pre-Seed), le valutazioni possono sembrare arbitrarie. Non esiste un modo scientifico per valutare un’idea o un team che ancora non genera entrate. Spesso si tratta di un accordo tra l’azienda e gli investitori sul rapporto rischio/ricompensa. Se hai molti investitori interessati, puoi spuntare una valutazione startup migliore. Al contrario, con un solo offerente, il tuo potere negoziale sarà ridotto.
La Runway e la Sopravvivenza tra un Round e l’Altro
Uno degli incubi maggiori per le startup è rimanere bloccati tra un round di investimento startup e l’altro. Tante aziende, pur valide, falliscono perché esauriscono i fondi e non riescono a trovare un accordo per il prossimo finanziamento startup.
È qui che una pianificazione finanziaria accurata e la gestione della “runway” (quanto tempo ti resta con i fondi attuali) diventano cruciali. Il denaro raccolto nel Pre-Seed dovrebbe essere sufficiente per arrivare alla fase Seed e avere qualche mese in più per chiudere il round successivo. Se finisci il prodotto ma non riesci a lanciarlo, potresti trovarti in una situazione difficile: troppo presto per un round Seed, troppo tardi per raccogliere nuovamente Pre-Seed.
Il tuo obiettivo primario, oltre a chiudere l’accordo, deve essere la *runway*: devi essere assolutamente certo che i soldi che raccoglierai saranno sufficienti per portare l’azienda al prossimo traguardo finanziabile, senza rimanere a secco a metà strada.
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Domande Frequenti
Q1: Qual è la differenza principale tra una startup che cerca venture capital e un business “lifestyle”?
A1: Una startup che cerca venture capital punta a una crescita esplosiva per essere venduta o quotata in borsa, offrendo agli investitori ritorni enormi. Un business “lifestyle” punta a una crescita più organica, i fondatori desiderano mantenere il controllo e non cercano una exit finanziaria. Solo il primo tipo è adatto al `venture capital`.
Q2: Cosa si intende per diluizione azioni e perché avviene?
A2: La diluizione azioni è la diminuzione della percentuale di proprietà dei fondatori in un’azienda quando vengono emesse nuove azioni per i nuovi investitori. Avviene perché, per finanziare la crescita, le startup creano nuove azioni che vengono vendute agli investitori, aumentando il numero totale di azioni e riducendo la quota percentuale dei fondatori, pur mantenendo lo stesso numero di azioni individuali.
Q3: Come viene determinata la valutazione startup nei primi round di finanziamento?
A3: Nelle fasi iniziali (es. Pre-Seed), la valutazione startup è spesso un accordo tra l’azienda e gli investitori basato sul rapporto rischio/ricompensa e sul potenziale di mercato, dato che ci sono poche o nessuna entrata. Man mano che l’azienda cresce e genera ricavi (Seed, Serie A), la `valutazione startup` può basarsi su multipli dei ricavi annuali o altre metriche più concrete.